LA NOSTRA STORIA
LA NASCITA (1990-1994)
Vittoria Savio, insegnante italiana, giunse in Perù negli anni Ottanta come cooperante del Movimento Laico Italiano. Nei primi anni lavorò a Lima, dove entrò in contatto con l'Istituto di Promozione e Formazione delle Lavoratrici Domestiche. In seguito, a Cusco, svolse un'indagine che dimostrò che le bambine e le adolescenti lavoratrici domestiche non avevano contatti con le loro famiglie, non frequentavano la scuola e lavoravano più di 10 ore al giorno, senza salario e in condizioni di servitù. Nel 1994 fondò a Cusco, insieme a Josefa Condori[1] e Ronald Zárate[2], il Centro di Assistenza Integrale per le Lavoratrici Domestiche (CAITH), con l'obiettivo di offrire alle sopravvissute una casa, uno spazio di affetto e sicurezza.
Dionisia, la prima bambina accolta (1995-1997)
Alla fine del 1995, Josefa Condori e Vittoria Savio trovarono per strada Dionisia Guamán[3], di 13 anni, che era fuggita dalla casa in cui lavorava perché aveva rotto una tazza e temeva di essere punita. Dionisia fu accolta al CAITH, dove raccontò di essere orfana e di essere fuggita dalla tutela dei suoi zii per paura di essere punita fisicamente per la perdita di una pecora. Questa storia di vita divenne un riferimento per tracciare il percorso di intervento dal CAITH e successivamente dal Centro Yanapanakusun.
Il Centro Yanapanakusun (2001)
Per consolidare il percorso di prevenzione e assistenza a bambine e adolescenti vittime di servitù domestica e di ogni tipo di violenza, nel 2001 fu aperto a Cusco il Centro Yanapanakusun, che svolge attività preventive nelle comunità di origine delle vittime. Dal 2014, Yanapanakusun opera anche a Puno, regione situata al confine con la Bolivia, una delle rotte più permissive per la tratta di persone. Nel 2022 ha incluso Lima, Cajamarca e Ucayali, quest'ultima situata nella regione amazzonica del Paese.